City Information Service | Direttore responsabile Piero Pianigiani

Lunedì 04 Dicembre 2017 09:22

Gubbio: Ordinazione episcopale e inizio del ministero pastorale di mons. Luciano Paolucci Bedini.

(CIS) - Gubbio dic. - Signor Sindaco di Gubbio! Signori Sindaci dei Comuni di Umbertide, Scheggia e Pascelupo, Costacciaro e Cantiano, in cui ha sede questa antica Chiesa di Gubbio, a voi il mio saluto e il mio ringraziamento per avermi aperto la porta della vostra terra e accolto nei vostri borghi e paesi che tanto bella rendono questa regione». Così il vescovo eletto mons. Luciano Paolucci Bedini ha salutato i sindaci della Diocesi di Gubbio convenuti davanti al Palazzo dei Consoli della città di sant'Ubaldo, domenica 3 dicembre, all'incontro ufficiale con i rappresentanti delle Istituzioni civili che ha preceduto, nella chiesa di San Domenico, la celebrazione eucaristica della sua ordinazione episcopale e dell'inizio del suo ministero pastorale. In una giornata particolarmente fredda, mons. Paolucci Bedini è stato avvolto dal calore degli eugubini, salutato dal Campanone e dagli sbandieratori della città di Gubbio che gli hanno donato una bandiera con il suo stemma episcopale. Avete in me un nuovo concittadino delle comunità locali che vi sono affidate. Un cittadino appassionato e partecipe delle vicende che riguardano il bene di tutti e, particolarmente, dei più bisognosi. segue

 

Attento e disponibile al dialogo sempre, con tutti. Vigile per il rispetto della dignità di ciascuno. Rispettoso delle vostre specifiche autonomie nella gestione della cosa pubblica e delle peculiari competenze nel prezioso servizio della politica. E da oggi, avrete in me anche un alleato. Nel bene. Per il bene di questa terra e delle persone che la abitano, e di quelli che verranno ad abitarla – ha sottolineato il vescovo eletto –. Specie di color che faticano di più a vivere e a sperare. Un alleato desideroso di collaborare a rendere questi nostri paesi ancora più belli, sempre più aperti, generosamente accoglienti e ospitali, esempio di una responsabile concordia a servizio di tutti. Un alleato disposto anche a lottare, insieme con tutti gli uomini di buona volontà, contro tutte le semplificazioni sociali e culturali che, nell'indifferenza, non si prendono cura dei desideri e delle speranze dei giovani, della solitudine e della fatica degli anziani, dell'affanno e della sfiducia delle famiglie, dei papà, delle mamme e dei bambini. Senza distinzione alcuna". Marchigiano di nascita – ha ricordato –, "oggi, divento umbro per amore. Amore per la Chiesa e per il sogno di pace e di comunione che Dio Padre ha su tutte le donne e gli uomini. In questa terra, che per tanti è un invito alla pace e alla riconciliazione, dove si sono incrociati i passi del "folle povero" di Assisi, Francesco, e del Santo Vescovo di Gubbio, Ubaldo, vorrei portare il mio piccolo contributo possa fiorire, ad opera di molti, un laboratorio esemplare di umana convivenza e di civile partecipazione». fonte com


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