City Information Service | Direttore responsabile Piero Pianigiani

(CIS) – Roma, mar. – Oggi e' la giornata piu' attesa dai parlamentari eletti nella 18/ma legislatura; unba giornata emozionante. Infatti e' iniziato nell'aula Caduti di Nassirja del Senato (domani lo sara' alla Camera), la identificazione dei nuovi parlamentari eletti. A questi , vecchie nuovi, verra' rilasciato il tesserino di "PARLAMENTARE 18/ma legislatura", una copia della Costituzione e il Regolamento della Camera, nonche' una piantina del "palazzo" per meglio muoversi nelle varie commissioni e stanze, cosi' per arrivare all'aula. Domani analoga "cerimonia" alla Camera, aula Mappamondo. Il 23 e' la data di avvio di  fatto della legislatura, con la nomina dei rispettivi presidenti, Camera e Senato. Per quella data dovra' essere trovato, tra i partiti (prioritariamente M5S e Lega, ma anche FI e altri di centrodestra) un accordo sul nome sul quale far convergere i voti. Tra i parlamentari, ci sono piu' laureati che in passato; l'eta media per il Senato e' 50 anni, quella per la camera 40, con parecchie donne, ma in numero inferiore alle promesse fatte un po' da tutti i partiti in passato. Infatti in piu' occasioni si era parlato di superare il 40% degli eletti come prevedeva la legge elettorale, cosa non avvenuta. Per quanto riguarda le professioni presenti, molti avvocati, medici, insegnanti, commercialisti e giornalisti anche di quotidiani e media importanti.

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(CIS) - Perugia mar. - Una conferenza stampa per prendere atto della sconfitta, con responsabilita' non di una sola persona, ma di un gruppo. Cosi' oggi la Presidente della Regione Catiuscia Marini ha convocato i giornalisti. Ha ringraziato il segretario regionale Pd Gioacomo Leonelli per la coerenza con il "passo indiero", le sue dimissioni, ma ha ribadito che la responsabilita' di quanto avvenuto il 4 marzo, e' collegiale, di tutti noi. Il Pd (che ha perso in Umbria oltre 42 mila voti) e' un partito aperto, un partito che sia a livello regionale che nazionale, vuole le riforme, vuol superare le difficolta' economiche che avevano bloccato il Paese per troppo tempo, vuol quindi stare in un campo riformista." La politica, il nostro programma, che e' stato portato avanti, non e' stato compreso; hanno vinto M5s e Lega, alternativi al Pd ed al suo programma. Quindi il Partito Democratico sara' all'opposizione - ha detto - , spettando ai "vincitori, Lega e M5S di trovare loro una soluzione per il Governo del Paese". Catiuscia Marini, si e' anche soffermata, a richiesta dei giornalisti con domande, su un probabile rimpasto di giunta, escluso, in considerazione che uomini del Psi (Chianella e Rometti) non erano stati inseriti nella rosa dei candidati alle Politiche per l'Umbria, cosa che ha portato, secondo gli osservatori politici umbri, ad una perdita di voti al PD, notevole.

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di Riccardo Liguori

(CIS) – Perugia mar. - "Rabbia, delusione, desiderio di cambiamento hanno prevalso nettamente nelle urne da Nord a Sud, attraversando il Cuore verde d'Italia, l'Umbria. Le elezioni del 4 marzo consegnano alla storia un'epoca che ha avuto il merito di aver contribuito all'affermazione della democrazia e allo sviluppo socio-economico e culturale di una terra splendida, pregna di umanità e di spiritualità visibili anche nell'arte, che ha dato i natali a tre gigantesche figure di santità: Benedetto da Norcia, Francesco d'Assisi e Rita da Cascia. Anche nella campagna elettorale ormai alle spalle, che ha portato dappertutto alla notevole affermazione del M5S e della Lega, la Chiesa è stata al di sopra delle parti con il presidente dei Vescovi italiani che il giorno del voto ha augurato ai connazionali una giornata di serenità. I cattolici sono sempre più trasversalmente presenti nel panorama politico, chiamati a dare il loro apporto al varo del nuovo governo (si spera anche con il contribuito degli eletti in Umbria). Nel contempo le forze moderate e quelle di sinistra, uscite fortemente ridimensionate dalle urne, dovranno affrontare una seria riflessione del perché di questa sconfitta prima che diventi una disfatta." L'analisi del voto e' di Riccardo Liguori, giornlista professionista, che si definisce "cultore di storia sociale e politica", pubblicata da Umbriaoggi.news - VEDI SERVIZIO IN PAGINA

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(CIS) – Roma, mar. - Se Renzi, annunciando le sue dimissioni, intendeva assumersi la sua parte di responsabilità nella sconfitta dovrebbe accettare, a mio parere, di gestire le prossime settimane in un quadro di collegialità con il gruppo dirigente del suo partito, ascoltando i consigli dei "padri nobili" e delle principali personalità del Pd a cominciare da quelle impegnate nel governo. Lo Marina Sereni. " Liquidare questa esigenza con le parole "no caminetti" non è giusto e non è serio. Gli elettori hanno bocciato la nostra proposta e non tocca certo a noi indicare le possibili soluzioni di governo. Né dobbiamo temere – ha aggiunto - la prospettiva dell'opposizione che in democrazia è una condizione fisiologica. Ma, se vogliamo davvero rispettare le prerogative del Capo dello Stato, non ha senso erigere steccati preventivi. segue

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(CIS) – Roma/Perugia mar. - Difficile scrivere un editoriale dopo una sconfitta elettorale così cocente. Ci provo, pensando che sia giusto dare un contributo ad una discussione che deve necessariamente essere franca e autocritica. Due premesse obbligatorie – ha scrittoi n una nota Marina Sereni, il parlamentare Pd non ricandidato -. Primo: in politica ogni sconfitta (ma per la verità dovrebbe essere così anche per le vittorie) è figlia di tanti, di un gruppo dirigente, anche se in proporzioni diverse a seconda del minore o maggiore grado di responsabilità. Secondo: voler discutere seriamente, cercando di vedere i dati e i problemi enormi che questo voto ci consegna, non significa cercare o provocare divisioni. Un partito che non sa gestire un dibattito politico alla luce del sole, che trasforma l'esercizio del pluralismo delle idee in un "complotto" è destinato all'estinzione. Sono tranchant perché credo che in qualche momento in passato abbiamo più che sfiorato questo rischio e perché sento che anche ora, di fronte al discorso di ieri del Segretario Renzi, alcune critiche sono state "bollate" come eretiche. Bene ha fatto il Presidente del Pd a convocare la Direzione in tempi stretti, spero e mi impegnerò per fare di quell'appuntamento una occasione utile. segue

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(CIS) - Perugia mar. - - La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, terrà oggi pomeriggio, mercoledì 7 marzo, alle ore 16,30, nella Sala Fiume di Palazzo Donini, una conferenza stampa per commentare e valutare gli esiti delle elezioni politiche del 4 marzo scorso. L'iniziativa della governatrice dell'Umbria di spiegare i risultati delle elezioni che hanno visto il Pd perdere circa 42 mila voti in una regione che aveva sempre espresso  maggioranza di centrosinistra, segue di un giorno le dimissioni del segretario (e' anche consigliere regionale capogruppo Pd) Giacomo Leonelli, che per coerenza - come ha spiegato - ha "passato la mano subito" riconoscendo la sconfitta del Pd in Umbria. Vedere colorato di azzurro (centrodestra e Lega in crescita) la Regione al centro dell'Italia - ha detto - e' un colpo al cuore.

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(CIS) – Perugia, mar.- L'avv. Giacomo Leonelli, segretario regionale del Partito democratico si e' dimesso; lo ha annunciato nel corso di una conferenza stampa nella sede del partito a Perugia. Le sue dimissioni sono immediate. La settimana prossima, forse gia' lunedi', si riunirà la Direzione PD per decidere la nomina di un reggente oppure, predisporre per un congresso straordinario, cosi' da portare anche ad una analisi del voto che ha visto in Umbria, il Pd perdere attorno a 40 mila preferenze. «Mi dimetto per dare un segnale a elettori, simpatizzanti e militanti – ha detto Leonelli -. Vedere quell'Umbria blu è un colpo al cuore anche per loro. Spero che venir meno di mia figura serva a una valutazione dentro il partito franca, senza alibi e retro pensieri, senza tatticismi o dinamiche figlie di dinamiche interne. Basta prenderci in giro. Non dobbiamo perdere troppo tempo». abstract 

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(CIS) – Perugia mar. - Sette parlamentari Umbri al Senato e nove alla Camera. La Lega che ha visto aumentare i propri consensi anche in Umbria porta a Roma, Donatella Tesei (sull'uninominale) e Luca Briziarelli (proporzionale) al Senato, Riccardo Augusto Marchetti (uninominale) e Virginio Caparvi (capolista nel proporzionale) alla Camera. Saranno 4 i parlamentari del PD (e' rimasto fuori Giampiero Bocci, sottosegretario agli interni - ndr -) Leonardo Grimani (per effetto dei resti) e Nadia Ginetti al Senato, Anna Ascani e Walter Verini alla Camera. Entra per Forza Italia Fiammetta Modena (proporzionale) al Senato e Raffele Nevi all'uninominale, cosi' Catia Polidori coordintrace umbra, tutti alla Camera. Tre parlamentari anche per per il Movimento Cinque Stelle: Stefano Lucidi al Senato, Tiziana Ciprini (per il proporzionale) e riconferma di Filippo Gallinella alla Camera. Due sono i parlamentari di Fratelli d'Italia: Franco Zaffini (uninominale) al Senato, Emanuele Prisco (uninominale) alla Camera. In totale quindi sono 16 i rappresentanti dell'Umbria in questa nuova legislatura che per altro si aprira' con non poche difficolta' per la costituzione di un Governo. Il primo appuntamento fissato dalla costituzione e' per il 23 marzo; a quella data un accordo tra le forzepolitiche dovra' essere trovato, affinche si possano eleggere i presidenti dei due rami del Palramento, Camera e Senato.

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(CIS) - Roma, mar. - Matteo Renzi si dimette. Lo ha detto lui stesso in conferenza stampa davanti a 300 giornalisti. Lo fara' dopo la formazione del nuovo Governo. Ha fatto una analisi sul risultato del voto, una sconfitta chiara. Ho informato il presidente del Pd Orfini - ha detto Renzi - e si seguiranno le normative statutarie. Ci impone di aprire una pagina nuova all'interno del Pd; abbiamo fatto un lavoro strepitoso, ma altrettanto verifichiamo la sconfitta. Chi ha vinto politicamente le elezioni pero', non ha i numeri per costuire un nuovo Governo. Renzi ha fatto comprendere che il Pd passera' all'opposizione, perche' secondo i risultati ce lo hanno chiesto gli italiani. Ha poi citato il risultati di Pesaro che hanno "espulso" di fatto il ministro Minniti. Cosa faro' io - ha concluso - dico che non c'e' nessuna fuga. Terminata la fase del Governo, io faro' il lavoro di Senatore di Firenze-Scandicci e sono molto orgoglioso del risultato che ho ottenuto. Ora si riparte dal basso, quello che deve fare tutto il Pd: politica sul territorio, strada per strada e andare nelle periferie. Ripartiamo da qui con l'orgoglio che in questi 5 anni puo' dire abbiamo fatto un lavoro bello. Renzi ha aggiunto che si dovra' andare ad un nuovo congresso, che il Pd non fara' inciuci. Restitutiamo le chiavi di casa, con una casa (l'Italia)  che e' tenuta molto meglio ora: aumento Pil, aumento posti lavoro, cultura, bene export...; noi siamo orogliosi dei risultati. Chi si e' fatto avanti per guidare l'Italia vada.... non li insulteremo. 

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(CIS) – Roma mar. – L'attesa in casa Pd a Roma, al Nazareno, continua; si aspetta da un momento all'altro l'arrivo di Matteo Renzi, segretario del PD che secondo voci dovrebbe presentare le proprie dimissioni, per altro smentite in mattinata. Il segretario (e' ai piani superiori per continue riunioni - ndr-) dopo la sconfitta del Partito Democratico, la debacle in alcune regioni storicamente "rosse" (Emilia Romagna e Umbria) che hanno perso i loro parlamentari per decisione dell'elettorato, dovrebbe ammettere le responsabilita' del vertice (non solo Renzi quindi) del Pd e fare un esame approfondito della situazione ad oggi, dopo la vittoria del M5S e della Lega di Salvini che e' diventato punto di riferimento del centrodestra. A proposito di questo, e' stato confermato un incontro con Silvio Berlusconi Presidente di Forza Italia, che da Arcore ha seguito lo spoglio e quindi risultati. L'incontro si e' concluso attorno alle 16,30 e Matteo Salvini e' poi volato a Roma. Al Nazzareno si continua ad attendere, mentre stanno uscendo i risultati delle votazioni per la Lombardia (andata al centrodestra con Fontana - Lega-) e il Lazio dove e' stato riconfermato il Presidente uscente Nicola Zingaretti (34%) Ms 32,21%, Centrodestra 22,86%, Liberi ed Uguali.

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