City Information Service | Direttore responsabile Piero Pianigiani

Salute e Benessere

(CIS) – Perugia ago. – Ieri la notizia di altre tre persone colpite da virus nella zona del Trasimeno e una nuova raccomandazione al rispetto delle normative sul distanziamento. Quindi attenzione massima per la sicurezza sanitaria dei cittadini. "Per far sì che l'Umbria continui ad essere una regione sicura va stabilito un patto di alleanza tra il singolo cittadino e le istituzioni a difesa della comunità": alla luce del leggero rialzo dei casi di positività al covid registrati in Umbria nelle ultime settimane, l'assessore regionale alla Salute, Luca Coletto, spiega ai cittadini che la situazione è costantemente monitorata e che si tratta, al momento, di cluster tempestivamente individuati con piccoli numeri e per i quali sono in isolamento tutti i contatti in attesa di definizione diagnostica, per cui i numeri potrebbero aumentare. L'assessore, evidenziando che "nel complesso non sono stati superati i 10 casi settimanali, peraltro tracciati e isolati tempestivamente dai servizi di prevenzione sanitaria", vuole fare anche appello al senso di responsabilità di ognuno affinchè "si rispettino le misure di prevenzione"."Quasi tutti i casi registrati nell'ultimo periodo sono d'importazione - ha spiegato l'assessore come si legge in una nota –. Ecco perché in questa fase è estremamente importante che tutti i soggetti che rientrano in Umbria da un paese estero avvertano tempestivamente i servizi sanitari. E' un modo questo, per proteggere se stessi, i propri conviventi, la cerchia di familiari e di amici e la comunità intera, perché se ci fosse un soggetto positivo, appena identificato si isola e si impedisce la circolazione virale e l'allargamento di un eventuale focolaio"."Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che il contagio può essere ridotto se si usano le misure di sicurezza, quindi distanziamento, uso della mascherina e lavaggio delle mani. A queste semplici misure va aggiunta la comunicazione tempestiva ai servizi di prevenzione se si rientra da un altro paese o se si ospitano persone arrivate dall'estero. Chi ha sintomi simil influenzali dovrà adottare la precauzione di non uscire di casa e contattare telefonicamente il medico che, a sua volta, manderà a i medici delle Unità speciali di continuità assistenziali delle Aziende per una valutazione"."Se ognuno di noi adotta queste accortezze, sarà poi cura del Servizio sanitario regionale di intervenire tempestivamente per gestire i vari casi e, se necessario, di individuare le giuste soluzioni per gli isolamenti fuori dall'abitazione abituale, proteggere i nuclei familiari. In questa fase – ha concluso Coletto – si sta tenendo alta la guardia anche per proteggere le strutture ospedaliere e le strutture comunitarie tipo Residenze protette e le Rsa dove ci sono i pazienti più fragili". Fonte com abstract

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Coronavirus: in Umbria situazione costantemente monitorata, occorre responsabilità nel rispetto delle misure di prevenzione
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Coronavirus: in Umbria situazione costantemente monitorata, occorre responsabilità nel rispetto delle misure di prevenzione

(CIS) – Pieve Torina lug. - "Grazie al mio incarico di presidente di Regione ho l'opportunità di spostarmi dappertutto nel territorio regionale e come in questo caso, di vedere il frutto dell'impegno di tanti e anche del proprio. Per me si tratta di una soddisfazione dietro l'altra. Ieri la giornata dedicata Raffaello che pur nell'anno del Covid riusciamo a celebrare nel 500° anniversario della sua morte e oggi questa nuova pista ciclopedonale. Due cose molto diverse ma con un minimo comun denominatore: la grande bellezza della nostra regione". Lo ha detto il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, con gli assessori Moreno Pieroni e Angelo Sciapichetti ha presenziato all'inaugurazione del "percorso delle acque", il nuovo tratto di pista ciclabile che va ad ampliare la già ricca offerta dedicata agli appassionati delle due ruote nel territorio di Pieve Torina. "Dopo la lunga fatica del periodo del lockdown tante iniziative che ripartono da dove si erano fermate. In questo caso parliamo di Marche Outdoor che dà la possibilità di vedere le Marche in bicicletta su percorsi ciclabili qualificati in mezzo ad una natura straordinaria con il luccichio delle acque di un torrente al fianco, di un lago con le trote, di una montagna – ha aggiunto - che con la sua ombra offre temperature miti anche nel pieno del mese di luglio. La forza e la bellezza delle Marche consistono proprio in questa possibilità di tenere insieme paesaggio, cultura, enogastronomia e in tanti stanno tornando a visitarle. Da più parti ci dicono che stanno arrivando prenotazioni negli alberghi fino a settembre e dopo quanto è successo sono queste le notizie che vorremmo sentire tutti i giorni. Un grazie va agli amministratori del territorio che come il sindaco di Pieve Torina sposano in pieno questa filosofia e con le loro opere rendono sempre più attrattivo il territorio". segue

(CIS) - Roma - da Agenzia Dire lug. - Il regolamento europeo, ha sottolineato l'esperto, prevede che 'la libera circolazione e la protezione dei dati debbano seguire un principio generale, quello della minimizzazione, cioe' i dati inseriti devono essere sempre gestiti al minimo indispensabile. E questo vale anche per i tempi di conservazione, cioe' io devo sapere per quanto tempo gestiro' quei dati a livello tecnologico, chi li potra' vedere e quando li dovro' cancellare'. Il Covid-19, intanto, ha imposto alla tecnologia di fare un salto in avanti: 'Tutti ormai si sono resi conto che e' necessario l'utilizzo del digitale ma un aspetto che non dobbiamo tralasciare e' la questione riguardante la protezione dei dati, perche' tutti questi dispositivi devono essere sicuri dal punto di vista della privacy. Come AgID, allora, stiamo anche lavorando con Consip per la definizione di una gara strategica per quanto riguarda la sanita' digitale, in modo che chiunque abbia necessita' di acquistare software legati alla sanita' digitale lo possa fare in piena tranquillita'' ha sottolineato Enrica Massella Ducci Teri. Ma quali sono i progetti innovativi che il ministero della Salute sta sviluppando per una sanita' sempre piu' efficiente?. "'Nei mesi scorsi abbiamo fatto una mappatura di tutti i progetti di telemedicina in corso sul territorio nazionale - ha risposto Cirillo del Ministero della Salute - e su questi progetti, che sono in totale 282, stiamo facendo una valutazione al fine di far emergere quelli piu' innovativi ed efficaci, anche nell'ottica di un aggiornamento delle linee guida che, come sappiamo, sono rimaste ferme al 2012'. Il ministero della Salute e' convinto che 'attraverso l'utilizzo dei big data il sistema sanitario nazionale possa fare passi in avanti- ha detto Cirillo- sia in termini di programmazione, quindi di razionalizzazione della spesa, sia in termini di ricerca scientifica'. A fine 2019, ha proseguito ancora Cirillo, per potenziare il fascicolo sanitario elettronico sono stati stanziati 'piu' di 200 milioni di euro' e oggi ad utilizzarlo sono 'circa 14 milioni di italiani', un dato che Cirillo non giudica 'insufficiente' perche' 'va letto dentro il contesto del rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione'. Interpellato sull'App Immuni, Cirillo ha poi risposto: 'Chi parla di 'flop' sbaglia, al contrario 4 milioni di download in tre mesi sono stati un grande successo. Ricordo che dal 2016, quindi in quattro anni, sono stati attivati 8 milioni di Spid-identita' digitali'. Certamente, a livello generale, per la telemedicina e' necessario avere 'una sorta di regia', anche per 'colmare le disuguaglianze tra una Regione e l'altra'. In Italia la telemedicina comunque 'e' a buon punto- ha detto Vittorino Gaddi, presidente della Societa' italiana di Telemedicina- ma avrebbe potuto considerarsi ottimo se si fossero realizzate alcune circostanze un po' piu' favorevoli, sia dal punto di vista della programmazione sanitaria sia di coerenza, ossia di capacita' di fare sistema. Sulla telemedicina abbiamo nel nostro Paese un capitale potenziale , ma manca una fusione interdisciplinare che invece e' fondamentale in questo settore'. A non facilitare il processo verso una moderna medicina, c'e' anche il fatto che 'invece di rispondere ad una logica nazionale, che sarebbe per esempio quella del Centro nazionale di Telemedicina dell'Istituto superiore di Sanita'- ha sottolineato Gaddi- correttamente e giustamente attivato da alcuni mesi per dare una unitarieta' della visione scientifica, le Regioni si sono messe a deliberare ognuna per conto loro. Il fatto di regolamentare una certa disciplina non e' necessariamente un ostacolo, ma se fatto bene puo' essere un incentivo'. La telemedicina deve poi nascere da esigenze verificate dagli esperti di salute e 'dal vaglio rigorosissimo, dal 'fuoco' del metodo scientifico e sperimentale- ha proseguito ancora l'esperto -. La telemedicina potenzialmente e' molto piu' forte di un farmaco, ma se per un farmaco la legge di tutti gli Stati del mondo pretende che ci siano protocolli rigorosissimi, la mia domanda allora e': perche' per un software o un device non bisogna pretendere lo stesso?'. La telemedicina e' un qualcosa di 'estremamente serio - ha sottolineato il presidente della SIT- perche' se funzione migliora la salute delle persone, ma se funziona male, oltre che ad ingannare i pazienti, puo' peggiorare la loro salute con a volte anche letali effetti collaterali'. Gaddi ha quindi fatto un esempio: 'Oggi ci sono device che trasmettono elettrocardiogrammi che non sono elettrocardiogrammi ma solo una simulazione del tracciato elettrocardiografico. Quindi se io cardiologo periferico ricevo un 'oggetto' di questo tipo, non sapendo chi l'ha prodotto, non so se posso prenderlo per buono'. Ma qual e', dal punto di vista della sicurezza dei dati, il punto di equilibrio tra la privacy e l'informatica? A questo interrogativo ha risposto durante il webinar il coordinatore del consiglio direttivo Anorc, Franco Cardin : 'È molto instabile- ha detto- dipende dalla consapevolezza che bisogna necessariamente avere rispetto al fatto che digitalizzare tanti documenti sanitari significa porsi il tema dei rischi che sono insiti in questo processo di digitalizzazione. Esiste un rischio informatico, perche' come sappiamo i documenti digitali sono maggiormente vulnerabili rispetto agli attacchi degli hacker, perche' basta un click per accedervi. Un attacco del genere puo' avere due conseguenze: la prima e' quella di violare il diritto alla riservatezza delle persone fisiche alle quali quei dati e quei documenti sanitari si riferiscono; l'altra, forse ancora piu' preoccupante, e' che per esempio la modifica o il blocco di un documento digitale in ambito sanitario puo' creare rischi di tipo clinico, a volte anche letali'. Un attacco hacker puo' portare inoltre a oscurare 'l'intero sistema informativo di un ospedale e questo significa bloccare le attivita' e l'erogazione delle prestazioni - ha sottolineato l'esperto- con tutte le conseguenze immaginabili'. Insomma, la sanita' digitale e' 'sicuramente uno strumento ormai indispensabile, come il fascicolo sanitario elettronico, ma va attuata con grande attenzione'. Dopo l'emergenza legata al Covid-19, infine, c'e' stato un aumento di richieste di telemedicina, avvenuta pero' 'purtroppo a macchia di leopardo - ha fatto sapere Mirko Giulianini, amministratore GMED- senza una logica congiunta. Cosi' magari si veniva a creare un'esigenza sulla singola necessita', che veniva risolta istantaneamente in maniera scomposta, non pensando magari a tutta una serie di problematiche legate al tracciamento del paziente'. Oggi, ad ogni modo, si sta prendendo coscienza della necessita' di avere una sempre piu' efficace telemedicina, per 'far accedere il paziente a determinati servizi che fino a ieri erano appannaggio dell'ambito intraospedaliero o ambulatoriale- ha aggiunto Giulianini -. Ma per quanto riguarda le certificazioni dei software, da un punto di vista clinico, e' auspicabile che le istituzioni riflettano sulle linee guida, perche' i software non si possono improvvisare. Oggi chiunque puo' dire 'io faccio un sistema di telemedicina' e trasmettere un referto a distanza, ma in questo settore dobbiamo garantire qualita'. Serve un quadro normativo piu' stringente, che perlomeno garantisca che tutti i dispositivi che vado ad utilizzare siano medicali. Bene il telefonino che riesce a fare una foto ad neo, insomma, ma se non ho una luce polarizzata nella maniera corretta rischio di non vedere un tumore o di vederlo dove non c'e'. Serve una linea guida comune - ha concluso - che mi dia garanzia che quello che sto facendo sia valido dal punto di vista clinico". Da ag. DIRE

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Sanita' digitale: Regolamento UE, si a circolazione ma anche protezione dati
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Sanita' digitale: Regolamento UE, si a circolazione ma anche protezione dati

(CIS) – Ancona, giu. - "Le Bandiere Blu - ha sottolineato Moreno Pieroni durante la cerimonia di consegna a Sirolo - ancor più oggi sono un simbolo di benessere e un indicatore di buona amministrazione ecosostenibile. Per le Marche sono sempre state e restano un complemento molto importante dell'offerta turistica, sempre più improntata alla sostenibilità attraverso misure mirate e cluster dedicati. Ho iniziato il mio mandato di assessore proprio con la cerimonia delle Bandiere Blu a Sirolo e Numana, 5 anni fa ed è un'emozione forte concludere qui il quinquennio a ringraziare i Comuni per l'impegno che mettono per conquistare ogni anno questo traguardo . Possiamo dire che le bandiere blu costituiscono un'ulteriore certificazione di vacanza sicura e su 20 regioni e 195 località premiate siamo la quarta per numero di vessilli conquistati , confermando i traguardi dello scorso anno nonostante la nostra sia una regione piccola geograficamente e demograficamente. Un concentrato di bellezza e qualità, dunque, le Marche punteggiate di blu lungo i 180 km di costa . La Regione ha investito molto sul turismo e in 5 anni siamo passati da 8 milioni a una capacità di spesa di 60 milioni di euro cercando di costruire un sistema turistico coeso e interdisciplinare, una trasversalità di offerte e proposte interconnesse che dobbiamo sempre più sfruttare nel futuro che ci aspetta. Le misure messe in campo con la piattaforma regionale di 210 milioni , vedono ben 20 milioni di euro a favore del comparto turistico che resta il 14% del Pil regionale. Una spinta a continuare con determinazione come sanno fare i marchigiani , a non mollare." segue

(CIS) - Roma apr. - DA AGENZIA DIRE - La continuita' assistenziale dei malati di Covid-19 e' fondamentale per garantire un percorso di cure dall'inizio della malattia sino alla guarigione, e anche nella fase dei controlli successivi. Quello che e' emerso in queste settimane e' stata la difficolta' non solo nella gestione dei sintomatici ricoverati, ma anche di quelli gestiti a casa o che una volta dimessi devono fare ritorno al proprio domicilio. Il Policlinico Gemelli di Roma, insieme alla Regione Lazio, ha siglato un accordo per gestire un albergo con il fine di garantire una ospedalita' protetta per tutti questi malati, non facendoli tornare nelle loro case. La spiega nel dettaglio all'agenzia di stampa Dire Christian Barillaro, responsabile della Centrale di Continuita' assistenziale del Gemelli: - Quanto e' importante la continuita' assistenziale per i pazienti che sono stati contagiati dal Covid-19? R. "Direi che e' fondamentale, perche' solo con la continuita' assistenziale e percorsi esatti per questi pazienti sono in grado di garantire la cura dei malati. E' fondamentale in termini di percorsi intra-ospedalieri ed extra-ospedalieri e in funzione della cura paziente. Quando parliamo di continuita' assistenziale non bisogna pensare solo al momento della dimissione. Inizia quando il paziente entra in ospedale e va avanti anche con i controlli successivi alla dimissione". - Al Gemelli che tipo di percorsi sono previsti subito dopo la dimissione del paziente? R. "Abbiamo la gestione di un albergo di ospedalita' protetta per questi malati. Si parla di pazienti autosufficienti e comunque in via di guarigione. Essi sono clinicamente stabili e provengono non solo dal Gemelli ma anche da altre strutture sanitarie. Oppure i nostri ospiti sono anche i pazienti paucisintomatici che a domicilio non riescono a mantenere l'isolamento fiduciario e allora vengono ricoverati in questa struttura alberghiera. Questo garantisce la migliore assistenza nel posto migliore, non solo perche' al paziente viene garantito l'isolamento ma anche perchè riceve un'assistenza continua in telemonitoraggio. Vengono usati dei device con rilevazione sistematica della saturazione, della frequenza respiratoria, cardiaca, della temperatura corporea e test di performance fisica che quindi ci dicono come sta il paziente. Sono previsti dai day hospital per un controllo successivo alla dimissione clinica. Il paziente che dall'ospedale o dall'albergo rientra a domicilio deve essere ricontrollato nel tempo anche perche' questa malattia e' nuova e non sappiamo dunque come saranno gli esiti. All'interno del day hospital lavorano varie figure professionali come geriatri, pneumologi e infettivologi. Nei vari percorsi di continuita' assistenziale oggi la Regione si e' posta il problema dei pazienti non autosufficienti che e' uno dei grossi problemi anche all'interno delle realta' ospedaliere. Sono state aperte a livello territoriale delle Rsa Covid all'interno delle quali sono assistiti i pazienti non autosufficienti. In questo momento storico mancano pero' delle formule riabilitative o di lungo degenza che potrebbero essere un ulteriore sbocco per questi malati, nonche' degli hospice per i pazienti piu' gravi che hanno problemi di terminalita' ma indipendentemente dal Covid". - Quanti pazienti Covid avete accolto finora? E quanti sono ospitati nella struttura esterna alberghiera collegata al Gemelli?  R.  "Abbiamo ad oggi 162 posti letto disponibili, siamo arrivati ad occuparne anche 140. La gestione parte dalla Centrale di Continuita' Assistenziale del Gemelli e dalla Centrale operativa della Asl, in modo integrato. Il territorio e l'ospedale lavorano insieme, garantendo in maniera simultanea la presa in carico di questi pazienti. La gestione e' della Fondazione Policlinico Gemelli, che ha messo in campo i presidi di tecnico-assistenza, la parte infermieristica, garantisce la presenza di specialisti e anche la fornitura dei pasti e la sanificazione delle stanze". - E' previsto per questo tipo di pazienti un percorso di riabilitazione? "Ad oggi purtroppo non e' stata ancora prevista la riabilitazione poiche' e' tutto nuovo e i sistemi devono essere modificati e validati. Sicuramente la riabilitazione e' un aspetto da valutare, anche perche' non sono chiari gli esiti di questa malattia e quindi se e' necessaria una riabilitazione respiratoria, ma anche altro. Abbiamo notato che sono pazienti che vengono fuori da una lunga ospedalizzazione per cui un intervento di tipo riabilitativo motorio e anche una riabilitazione respiratoria potrebbero supportare una migliore ripresa". fonte com AG. DIRE

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Coronavirus: Barillaro (Gemelli) garantiamo continuita' assistenza; 162 posti letto in albergo e day hospital - Intervista DIRE

(CIS) - Ancona, apr. - Il GORES ha comunicato i dati relativi alla situazione di emergenza sanitaria COVID-19 aggiornati alle ultime 24 ore. Su un totale di 6.111 casi riscontrati positivi ai test: i ricoverati ammontano attualmente a 726, i pazienti guariti o dimessi salgono a 1.924, i contagiati ancora in isolamento domiciliare sono 2.582, i deceduti risultano purtroppo 879 in totale (considerando anche i residenti al di fuori della regione).

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Coronavirus/Marche: salgonopazienti guariti, 1.924; piu' tamponi
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Coronavirus/Marche: salgonopazienti guariti, 1.924; piu' tamponi

(CIS) – Roma apr. – DPI, protezioni individuli: prioritariamente le mascherine, ma anche guanti, e queste dovranno diventare un accessorio quotidiano per i cittadini. Ma ce ne saranno a sufficienza? Una stessa mascherina per quanto tempo e' riutilizzabile? Lo ha chiesto la DIRE a Ranieri Guerra (OMS). "La raccomandazione rimane sempre la stessa, con un aumento dell'attenzione per i luoghi confinati, evidentemente per quelli di lavoro e per quelli commerciali. Quanto alla periodicita' con cui la mascherina puo' essere cambiata dipende da fattori diversi, che vanno dall'intensita' del lavoro e dell'attivita' fisica all'esposizione a temperature elevate, visto che andiamo incontro all'estate. Per quanto riguarda la disponibilita' di mascherine, invece – ha aggiunto Guerra -, credo che il governo stia facendo uno sforzo sovrumano per garantirne un numero adeguato e una distribuzione capillare'. Ha citato l'arrivo dell'estate, allora e' inevitabile la domanda, che si stanno facendo in tanti: sara' possibile andare al mare? "Piacerebbe molto anche a me andare al mare', scherza Guerra, che poi si fa serio: Ancora una volta, la questione non e' andare al mare o in montagna, ma la domanda e' riusciamo a mantenere il distanziamento? Perche' se ci riusciamo, anche grazie ad una forte autodisciplina delle persone, potra' essere possibile. Ma questo dipende ovviamente da tanti fattori, come l'affollamento, la ressa che si va a creare, le code... In questo periodo gli italiani hanno dato grande prova di disciplina, ma bisogna andare molto cauti, perche' c'e' il rischio di vanificare tutti i sacrifici fatti finora'. Sui test rapidi Guerra e' stato categorico: 'I test rapidi devono essere fatti come elemento preliminare di ritorno al lavoro - ha risposto ancora alla Dire il direttore generale aggiunto dell'Oms - perche' ci permettono di capire se un lavoratore, per esempio, e' stato gia' esposto al virus oppure ha maturato una situazione immunitaria tale da metterlo in relativa sicurezza. Ma ripeto: dobbiamo proteggere prima di tutto le persone piu' suscettibili, per cui anche una periodicita' nella valutazione diagnostica con i tamponi secondo me e' ampiamente raccomandabile. Chi si contagia deve essere identificato immediatamente, deve essere messo in isolamento e devono essergli garantiti tutti i presidi di supporto clinico che abbiamo a disposizione". Fonte com Ag: DIRE

(CIS) - Roma mar. - Scuole e Universita' chiuse fino al 15 marzo; limitazioni e stop a manifestazioni e aggregazioni, suggerimenti nei comportamenti della gente, con il principale obiettivo di limitare al massimo l'evoluzione del virus per contatto o vicinanza con chi ha contratto il coronavirus, sono alcune delle principali decisioni del Governo. L'imperativo e' "contrastare  e contenere il diffondersi del virus COVID 19....". Ieri sera il Presidente del CdM Giuseppe Conte ha spiegato in Tv le ragioni di queste urgenti decisioni, proprio per non vanificare gli sforzi fatti sino ad ora ed in particolare non fa appesantire le strutture sanitarie con il personale medico e infermieristico, sia dei centri "focolaio" che degli altri d'Italia.

A seguire vedi Decreto del Consiglio dei Ministri   VEDI SALUTE E BENESSERE DOPO LINK SU 

http://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/DPCM4MARZO2020.pdf

(CIS) - Roma feb. - - "Noi abbiamo un allenamento costante a fronteggiare l'emergenza. Siamo come una molla che si carica e lavora per essere carica, per poi essere rilasciata quando serve. Questo vuol dire che facciamo un continuo monitoraggio di quello che accade nel mondo e quando ci sono avvisaglie di qualcosa che sta venendo fuori, mettiamo in campo le nostre conoscenze, competenze e la nostra esperienza in ambito nazionale e internazionale". Lo ha detto la direttrice del laboratorio di virologia dell'Istituto nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, Maria Rosa Capobianchi, intervistata dall'agenzia Dire. Capobianchi, fa parte del team di donne, composto da Concetta Castilletti e Francesca Colavita, che hannoisolato il nuovo Coronavirus in Italia. "A gennaio - ha raccontato la direttrice del laboratorio dello Spallanzani - e' venuto fuori che forse c'era qualcosa di preoccupante, cioe' un cluster di polmoniti. E gli scienziati cinesi, devo dire a tempo di record, hanno scoperto l'agente, ne hanno pubblicato la sequenza con trasparenza e tempi migliori rispetto a quelli che hanno caratterizzato la risposta alla SARS. Una volta pubblicata la sequenza, tutti i laboratori di punta si sono organizzati per cercare di mettere a punto i metodi, tra cui anche noi. Subito dopo l'Oms ha pubblicato un protocollo diagnostico e lo abbiamo adottato sui primi pazienti che arrivavano con sospetto all'Istituto. La prima diagnosi l'abbiamo fatta il 29 gennaio, quando sono arrivati i due turisti cinesi, e non nascondo che ci sono stati attimi di trepidazione: eravamo ad un'attivita' di formazione e divulgazione interna per un aggiornamento e ricordo che i vari laboratoristi si scambiavano cenni dicendo 'il test e' in corso!'.  segue

(CIS) – Perugia dic. - "C'è un fortissimo rischio che la recente circolare della Procura regionale della Corte dei conti dell'Umbria possa avere effetti devastanti sull'intera organizzazione sanitaria regionale, peggiorando il clima all'interno dei servizi e delle strutture, con un impatto di grande allarme e preoccupazione di tutto il personale sia medico che del comparto. La circolare, infatti, ribaltando precedenti disposizioni, costringe le Aziende sanitarie, in maniera preventiva e spesso non sufficientemente motivata dagli eventi oggetto delle contestazioni, ad avviare tutta una serie di procedure di chiaro impatto negativo per l'intero sistema, venendo a minare il rapporto di fiducia che deve sempre intercorrere tra dipendenti, specie se si tratta di professionisti, ed amministrazioni di un settore tanto delicato come quello della sanità." La preoccupazione e' di Giuseppe Giordano, responsabile coordinamento politiche socio-sanitarie Cisl Umbria Tullo Ostilio Moschini, segretario regionale generale Cisl Medici Umbria. In una nota i due rappresentanti dei medici, sottolineano che "specie in Umbria dove tutto il personale, pur in presenza di un costante de-finanziamento e blocco delle assunzioni, è impegnato da anni a garantire qualità dei servizi e sostenibilità, come dimostra il fatto che l'Umbria, come Regione Benchmark, ormai da molti anni è al vertice tra le regioni più efficaci ed efficienti, ottimizzando spesa e qualità delle prestazioni. Peraltro nelle Aziende, senza il minimo coinvolgimento, sta prevalendo una interpretazione rigidamente letterale della stessa circolare. E senza attivare importanti integrazioni e/o modifiche al proprio modello di organizzazione per la gestione del rischio sanitario e garantire sicurezza nelle cure come prevede la legge Gelli, stanno procedendo, peraltro in via preventiva, ad attivare le sole procedure di messa in mora ed altre eventuali misure di carattere patrimoniale.  segue

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