(CIS) – Perugia, lug.- L’Umbria si candida come laboratorio per la costruzione di un modello sperimentale di riordino istituzionale. È questa la proposta che è stata avanzata dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e dall’assessore regionale alle Riforme, Fabio Paparelli, al ministro per gli Affari regionali Maria Carmela Lanzetta, intervenuta al seminario sulle “riforme istituzionali in Umbria alla luce della legge Delrio”, che si è svolto stamani alla Scuola umbra di amministrazione pubblica. Una proposta che ha incontrato il favore del Ministro, che ha espresso apprezzamento per l’attività dell’Umbria nel campo delle riforme e per la sua Scuola per amministratori pubblici che ne fanno, ha detto, un laboratorio per sperimentare buone pratiche di attuazione della legge “Delrio”. segue
Nel ringraziare il ministro Lanzetta per la disponibilità al confronto con Regioni e istituzioni locali nel percorso di costruzione del nuovo assetto istituzionale che deriverà dall’applicazione della legge “Delrio”, con il conseguente riordino delle funzioni attualmente esercitate dalle Province, la presidente Marini ha voluto sottolineare che “l’Umbria non vuol smontare i gioielli migliori delle Province, come ha saputo costruirli in anni di riforme, né tornare ai modelli di assetto istituzionale degli anni ’70 e ’80 non più adeguati alle esigenze di sviluppo e crescita della regione”. La nuova Provincia “non dovrà diventare una ‘bad company’ dello Stato destinata alla chiusura, ma un nuovo ente che insieme alla Regione e ai Comuni dovrà essere parte integrante di un sistema pubblico sempre più efficiente e sostenibile”. “È una sfida alta quella che ci attende – ha detto ancora – e che, partendo dall’esperienza di questi anni, deve vedere tutti i livelli, sindaci, amministratori e tecnici, comunali e provinciali, impegnati nel percorso di costruzione del nuovo ente, ben diverso dalle vecchie Unioni dei Comuni”. “I tempi sono stringenti: martedì prossimo – ha riferito – come Regioni saremo chiamati a dare il nostro parere sulla bozza di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che fissa criteri generali e scadenze per la redistribuzione delle funzioni delle Province e che saranno adattabili alle forti differenze regionali esistenti. Entro ottobre – ha specificato – quando è previsto che, dopo le elezioni, si insedi la ‘governance’ politica del nuovo ente di area vasta che subentrerà alle Province, vogliamo che sia completato l’iter di approvazione della legge-ponte regionale che lo metterà subito in grado di operare. Una legge – ha detto – che vogliamo sia il più partecipata e condivisa possibile”.