(CIS) – Perugia set.- Si è aperta, al Centro congressi “Aldo Capitini” in Perugia, l’Assemblea diocesana sul tema “La Chiesa, popolo che annuncia e testimonia Cristo – Vivere e agire da credenti in stile missionario”. Sono più di 700 i partecipanti tra sacerdoti, religiosi, religiose e, soprattutto, laici giovani e adulti in rappresentanza delle 32 Unità pastorali dell’Archidiocesi, dei quali 600 si sono iscritti ai gruppi di lavoro che si terranno oggi in mattinata nelle chiese del centro storico. Nel pomeriggio (ore 16), dopo le testimonianze di cinque laici sulle “Cinque parole: Uscire, Annunciare, Abitare, Educare e Trasfigurare”, al centro del prossimo Convegno ecclesiale nazionale di Firenze, l’Assemblea – sottolinea una nota della Curia – terminerà con la celebrazione eucaristica nella cattedrale di San Lorenzo presieduta dal cardinale arcivescovo Gualtiero Bassetti, che l’ordinerà tre nuovi diaconi, i seminaristi Marco Briziarelli, Marco Pigoni e Simone Pascarosa, nel giorno della festa della Madonna delle Grazie a cui è affidata la protezione dell’Archidiocesi. Riflettendo sul fertile periodo di vocazioni sacerdotali e di chiamate alla vita consacrata, che si sta vivendo in Diocesi e in Umbria, il cardinale Bassetti detto che la «primavera di vocazioni» testimonia una Chiesa viva, che deve incamminarsi con maggiore slancio verso una «conversione pastorale». segue
La numerosa partecipazione all’Assemblea diocesana è di buon auspicio e stimolo a questa conversione. Anche l’imminente Giubileo della Misericordia sarà occasione proficua per rigenerarsi nella fede. Bassetti, prima di entrare nel “cuore” del suo intervento, ha ricordato i tre sacerdoti diocesani che nell’ultimo mese sono tornati alla Casa del Padre, don Elio Bromuri, don Rino Valigi e don Alviero Mencaroni, una perdita per l’intera comunità diocesana. «La nostra Chiesa, pur ricca di fermenti, di carismi, di presenze significative, di memorie di santità anche recenti, come il Servo di Dio Vittorio Trancanelli – ha evidenziato il porporato –, non splende come dovrebbe. Pur essendo cresciuto il desiderio e l’impegno di ascoltare la Parola di Dio, la nostra Chiesa non evangelizza a sufficienza se stessa: è debole il cammino di approfondimento delle verità della fede (catechesi); non ha conseguentemente quel dinamismo missionario, come dice Papa Francesco, nell’Evangelii gaudium, che la fa uscire dal tempio per comunicare la buona notizia della salvezza agli uomini e alle donne del nostro tempo». Pur avvertendo la chiamata che sgorga dalla sua eredità, la nostra Chiesa è ancora debole nell’impegno di cercare, promuovere, difendere, con tutti gli uomini di buona volontà, il diritto alla vita, la pace ed il rispetto del creato, come ci insegna la profetica enciclica di Papa Francesco Laudato si’. È ancora lontana da quello stile di vita sobrio ed essenziale che alimenta e sostiene la solidarietà e la condivisione a livello planetario; è ancora non pienamente consapevole del suo dovere di trasmettere il messaggio universale di salvezza e della bontà che ancora sgorga da un umanesimo che porta visibili le impronte della fede cristiana». A don Paolo Asolan, docente di Teologia pastorale alla Pontificia Università Lateranense, invitato dal vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti, sono state affidate le relazioni “Analisi e valutazione” e “Contributo per un progetto”, redatte sulla base dei contributi raccolti nella fase preparatoria dell’Assemblea a livello di Unità ed Organismi pastorali. abstract – R.L. Curia di Perugia