T-shirt ‘MyTau’, Santi a rischio banalizzazione?

(CIS) – Corciano ott.- Che la libera iniziativa e lo spirito imprenditoriale indichino vivacità e vadano incentivati è pacifico. Che le occasioni di lavoro siano proporzionali alla creatività ha un’altrettanto condivisibile validità, ma quante esagerazioni dietro le parole! All’indomani della ricorrenza di San Francesco stupisce il lancio di quella che viene definita una ‘t-shirt molto particolare’. Non è la prima volta che la moda prende in prestito immagini ecclesiastiche – Dolce a Gabbana ne sono un esempio – e la domanda non è se si possa fare, piuttosto se sia di buon gusto farlo. La dimensione della fede è una questione intima da testimoniare ed ‘indossare internamente’ anziché esibire. E qualora si volesse farlo, il convincimento e la continuità dovrebbero superare l’idea di omologazione modaiola, legittima, ma pur sempre destinata a capitolare davanti all’avvicendarsi delle stagioni. Qual è, poi, il limite per non banalizzare messaggi che, per coloro che li condividono, rivestono una grande importanza? A suscitare interrogativi in chi scrive, non è l’intento imprenditoriale di presentare un “brand di moda,’MyTau’, destinato a diventare uno status symbol” quanto che a farlo sia una casa di produzione e distribuzione cinematografica ispirata dal percorso di San Francesco d’Assisi, letto come ‘uno stile di vita da indossare’.  segue

Ancor più singolare, che questa stessa vita richiami una moda ‘priva di ideologie religiose, politiche e/o culturali’. Ma non suona privo di gusto leggere ‘MyTau è da vestire in ogni occasione, con il desiderio di diventare nel XXI secolo un segno distintivo da condividere in mezzo agli altri’? Come si può condividere uno stile di vita privandolo dei convincimenti ideologici? anzi, non sono proprio quei convincimenti a definire un qualunque iter personale richiamando simboli anche negativi, penso ad esempio alla svastica nazista? Per evitare che i resti del povero San Francesco ‘evaporino’ (se non lo hanno già fatto … le esagerazioni non riguardano solo i ‘terreni’ settori economici!) dalla tomba nella basilica Inferiore di San Francesco, l’imprenditoria, specie se giovanile, si schieri. Anziché, come in questo caso, scrivere “MyTau sottolinea il senso di appartenenza al simbolo Tau, inteso come cammino da intraprendere per sentirsi tutt’uno con il mondo” o “il mood ‘Bella Fra’ impresso sulla t shirt, si rifà al famoso slang teso a riscoprire il contatto umano fra le persone” dica chiaramente voglio fare profitto. E ciò, sfruttando la forza evocativa di un Santo amplificato dallo ‘tsunami comunicativo’ di Papa Bergoglio. Se la linea sarà premiata dal mercato della moda lo dirà il mercato stesso. Di positivo rimane che il prodotto made in Italy e 100% cotone, può contribuire a vivacizzare un’economia nazionale tristemente immobile. Difficile però far passare tutto come opportuno, non banale e soprattutto, etico! – MR

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