Imprenditore di me stesso e pittore, da Perugia a Palermo

“Solo grazie ad un call center, spesso erroneamente considerato una negativa ‘fabbrica delle voci’, ho potuto scommettere su me stesso, proseguire gli studi, cambiare luogo di residenza e trovare la modalità più consona per esprimermi”. A dirlo, Daniele Frenguellotti, pittore autodidatta umbro, oggi residente a Roma, che da 15 al 18 ottobre sbarca a Palermo per una mostra/concorso nell’ambito della kermesse “L’isola che c’è”, dove opere provenienti da tutta Italia e dall’estero saranno visionate e selezionate dal critico d’arte Vittorio Sgarbi…. segue

L’artista perugino, con alle spalle una solida esperienza di decoratore d’interni abbinata, giocoforza, “a lavori che mi consentono di mantenermi meglio e dai quali cerco di trarre ispirazioni artistiche – spiega – dopo il call center, un impiego nell’area formazione di una società laziale di recupero crediti”, espone in Umbria ed a Roma (in collettive ad Assisi, Castiglione del Lago, Todi, Gubbio, Perugia, al CERP in occasione del 15° World Lake Conference, o in via Margutta per l’evento “Realtà diversificate” – ndr), è presente in Gallerie d’Arte di altre regioni come Le Maison d’Art di Padova, si propone on line su siti specializzati. “E’ un modo rapido e veloce ed i riscontri ci sono – dice – soprattutto dal Nord e dall’estero, ma continuo a preferire il contatto umano”. A proposito della mostra/concorso siciliana, racconta “era ammesso un solo quadro, ed ho scelto ‘Io credo’, un autoritratto dove non affermo, ma senza maschera e filtri, oscillo tra la paura di volere o non volere credere”. Filo conduttore, infatti, del più recente capitolo creativo di Frenguellotti è un’alternanza di corpi statuari, puri e nudi, resi nell’alternanza del bianco e nero stemperati nel grigio, dove cercano collocazione simboliche ‘maschere’. “Sono rimasto folgorato dal Pirandello di ‘Uno nessuno centomila’ laddove scrive ‘imparerai a tue spese che nel lungo tratto della tua vita incontrerai tante maschere e pochi volti’ – sottolinea – un tema che ho indagato e ritrovato con emozione, incontrando in una mostra Pier Luigi Pirandello, nipote dello scrittore e Liliana de Curtis, figlia di Toto’, e che vivo ogni giorno”. Nel suo mondo di luci e ombre, prosegue il pittore “cerco di andare oltre la necessità di nascondersi dietro una maschera, recuperando un dialogo sincero tra persone. Molti dei miei quadri sono autoritratti, che partono dai miei scatti, interpretati e riletti alla luce di una costante ricerca della bellezza. In questa tensione, sento la mia possibilità espressiva e la capacità dell’arte di aiutare a diventare migliori. Oltre l’apparenza, conservando luci e ombre”.

Related Articles