(CIS) – Assisi nov. – “Confindustria Umbria rappresenta circa l’80% del valore aggiunto manifatturiero prodotto in regione. Accompagnare le imprese nella quotidianità e prepararle con anticipo ad affrontare le sfide con le quali si devono confrontare sono i capisaldi dell’attività associativa”. Lo ha sottolineato il Presidente di Confindustria Umbria Vincenzo Briziarelli aprendo i lavori dell’Assemblea, che ha registrato una eccezionale presenza di partecipanti In un Teatro Lyrick “al completo”, di fronte ad una platea gremita di imprenditori, autorità e rappresentanti delle istituzioni (presente il ministro Crosetto – ndr-) dove si è svolta l’Assemblea Generale di Confindustria Umbria. Un momento di condivisione e confronto – spiega una nota – sui temi che caratterizzano il territorio e il suo sviluppo, in occasione del quale sono stati celebrati gli 80 anni dell’Associazione. Nata nel 1944 grazie a circa venti imprese con l’obiettivo di favorire la ripresa delle attività produttive, oggi Confindustria Umbria rappresenta quasi mille imprese per un totale di 50 mila dipendenti. Il Presidente Briziarelli ha delineato le prospettive per le imprese e per l’Umbria, evidenziando l’importanza di agire contemporaneamente sia a livello europeo con la riforma di alcune decisioni che ostacolano l’attività di impresa (i quotidiani umbri oggi scrivano che la UE rallento l’Umbria – ndr-) sia a livello locale con nuovi strumenti di politica industriale. Politiche europee, attrattività dei giovani, centralità della manifattura sono tra i temi chiave per generare crescita e occupazione in una prospettiva interregionale. “Siamo europeisti convinti, per la sostenibilità e per un’integrazione comunitaria sempre più forte. Ma è chiaro – ha affermato il Presidente Briziarelli – che questi obiettivi non possono essere raggiunti con politiche ambientali, industriali ed energetiche che stanno compromettendo il sistema industriale italiano. I tempi, gli obiettivi e gli strumenti tecnologici della transizione devono essere realistici, altrimenti non parliamo di transizione, ma di stagnazione”. Fonte com abstrat ALTRA NOTIZIA