(CIS) — Spoleto, 12 mag, – Ci sono esperienze che lasciano un ricordo. E altre che diventano parte della propria storia. Con Adotta un artista, il Festival dei Due Mondi invita le famiglie spoletine ad aprire le porte della propria casa, e del proprio cuore, ai giovani musicisti selezionati per la Festival dei Due Mondi Academy, i corsi di perfezionamento guidati da grandi Maestri della scena internazionale. Lanciato nell’ambito della 69ª edizione del Festival diretto da Daniele Cipriani, il progetto nasce con un obiettivo semplice e profondo: riportare la comunità al centro del Festival, trasformando Spoleto in una vera città dell’accoglienza, dell’arte e dell’incontro tra generazioni. La risposta – sottolinea una nota – è stata straordinaria. Le selezioni, inizialmente previste per 20 studenti, si sono chiuse con un risultato eccezionale: saranno infatti 22 i giovani musicisti ammessi all’Academy. Una scelta voluta per premiare il talento e l’altissima qualità delle candidature ricevute. Sarà accolto a Spoleto il talento straordinario di ragazze e ragazzi tra i 17 e i 26 anni, con la presenza speciale di un giovanissimo undicenne e due artisti trentenni, provenienti dall’Italia e dall’estero, tra Germania, Regno Unito, Polonia e Ucraina. Giovani che vivranno il Festival non come semplici ospiti, ma come parte della città. Per loro, essere accolti da una famiglia significherà molto più di avere una stanza: significherà sentirsi a casa durante un momento decisivo della propria formazione artistica e personale. Per le famiglie spoletine, invece, sarà l’occasione di entrare in contatto diretto con il futuro della musica internazionale, condividendo giornate, emozioni, racconti e sogni con artisti provenienti da tutto il mondo. Le masterclass si svolgeranno in piccoli gruppi di studio, con un approccio intensivo e altamente personale. Lo stesso spirito anima il progetto di ospitalità: creare relazioni autentiche, incontri capaci di lasciare un segno duraturo ben oltre il Festival. «Adottare un artista – ha commentato Daniele Cipriani – è un gesto che affonda nelle radici più autentiche di Spoleto: l’accoglienza, la curiosità, la generosità. Significa riconoscere che l’arte vive solo dove trova ascolto, e che ogni incontro umano può diventare una forma di bellezza, là dove la bellezza ha messo le radici».