Presentato il libro di Antonello Lamanna “Antropologia della narrazione orale”

(CIS) – Perugia, 5 lug – «L’Italia è il Paese dei cento campanili, ma è anche il Paese delle cento tradizioni orali. La ricerca ha il compito di dare a questo patrimonio un metodo, un rigore scientifico, affinché possa attraversare il tempo». Francesco Asdrubali, prorettore dell’Università per Stranieri di Perugia non sceglie la nostalgia. Sceglie il futuro. Ed è forse questa la chiave più efficace per entrare in ‘Antropologia della narrazione orale’. Soundscape, refrain e memoria nella musica tradizionale (Edizioni Milella), il volume di Antonello Lamanna presentato a Piazza del Melo nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario di Dario Fo promosse dalla Fondazione Fo Rame. Lo si legge in una nota. Non è un libro che tenta di imbalsamare il folklore. Al contrario, prova a sottrarre la tradizione alla retorica della conservazione, restituendola come pratica viva, come tecnologia della memoria, come forma di conoscenza. L’oralità non è il residuo di un passato remoto, è un sistema culturale – si legge – ancora capace di spiegare il presente. In questo senso il riferimento al soundscape, al paesaggio sonoro, non è una semplice categoria descrittiva. È il punto in cui antropologia, acustica, linguistica, etnomusicologia e studi della memoria cessano di essere discipline separate per diventare un unico campo di osservazione. I luoghi non sono fatti soltanto di architetture o di paesaggi visibili, sono costruiti dalle voci che li attraversano, dai ritornelli che li identificano, dai silenzi che li custodiscono. La riflessione del prof. Francesco Asdrubali coglie proprio questo passaggio. Abstract fonte com SEGUITO     vedi Fb cis24ore.it –

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