Umbria, 347 imprese in più nel secondo trimestre, ma il passo resta lento. Terni cresce più rapidamente di Perugia

(CIS) – Perugia lug. – Tra aprile e giugno 1.055 iscrizioni e 708 cessazioni. Il tasso di crescita si ferma allo 0,39%, contro lo 0,56% italiano. Soltanto Basilicata e Sicilia registrano un valore inferiore. Su base annua l’Umbria perde 1.122 imprese registrate. Terni sale dello 0,50%, Perugia dello 0,35%. L’artigianato guadagna 55 imprese, ma ne perde 447 in dodici mesi. Aumentano le società di capitali, arretrano le imprese individuali. Lo si legge in u na nota informativa della camera di Commercio. Il presidente della CCIAA Umbria Giorgio Mencaroni ha evidenziato che “i dati consegnano all’Umbria un trimestre positivo, ma invitano a distinguere il movimento dalla tendenza: 347 imprese in più rappresentano un recupero, mentre la perdita di 1.122 attività nell’arco di un anno segnala una debolezza ancora presente. Il punto non è soltanto aumentare il numero delle imprese, ma creare le condizioni perché quelle nuove superino i primi anni di vita, investano e producano occupazione stabile. La crescita delle società di capitali – ha aggiunto – indica che il sistema regionale sta lentamente rafforzando la propria struttura, anche se la distanza dalla media italiana rimane significativa. Merita attenzione anche il ritorno al segno positivo dell’artigianato, che oggi comprende attività molto diverse da quelle del passato e intercetta nuovi consumi, servizi alla persona e competenze digitali. Sarebbe prematuro parlare di un’inversione duratura, perché il saldo annuale resta negativo, ma ignorare questa trasformazione significherebbe leggere l’economia umbra con categorie ormai insufficienti. Le differenze tra Terni e Perugia mostrano inoltre che la ripresa non procede ovunque alla stessa velocità e che le politiche di sostegno – ha concluso – devono tenere conto delle diverse condizioni territoriali. Il compito della Camera di Commercio è accompagnare questa evoluzione, aiutando le imprese non soltanto a nascere, ma soprattutto a diventare più solide, innovative e capaci di competere”. Abstract fonte com

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