(CIS) – Perugia ago. – Per il Lago Trasimeno serve invertire la rotta e due sono le azioni complementari: apportare nuova acqua e ridurre l’evaporazione. Entrambe esigono un approccio infrastrutturale, tempo e investimenti che stiamo faticosamente programmando, segnando un vero “anno zero” per il Trasimeno. Sull’apporto idrico abbiamo ottenuto il primo risultato sbloccando il collegamento con Montedoglio, che stiamo potenziando. A questo seguirà un piano integrato per interconnettere il lago ad altri corpi idrici, inclusi la diga del Chiascio e il Niccone, e per realizzare una rete di invasi artificiali di stoccaggio. Il progetto Basin4energy, lanciato alla COP30, va proprio in questa direzione per recuperare le infrastrutture abbandonate negli anni. Lo scrive in una nota l’assessore regionale Thomas De Luca, dopo aver criticata la passata giunta per immobilismo sul tema. “Anche l’insieme di queste misure rischia di non bastare – ha aggiunto De Luca – in uno scenario in cui l’uso delle acque diventa sempre più conflittuale, come vediamo nei territori di Nocera Umbra e Foligno. Per questo è imbarazzante lo scetticismo antiscientifico verso tecnologie solide e diffuse a livello globale come il fotovoltaico galleggiante, tra le soluzioni più affidabili per abbattere l’evaporazione. Già nel 2019 la Banca Mondiale pubblicava il rapporto “Where Sun Meets Water”. Una vasta letteratura scientifica conferma che questi impianti riducono l’evaporazione tra 0,8 e 2,2 metri cubi all’anno per ogni metro quadrato coperto, creando anche micro-habitat favorevoli alla biodiversità, oggi soffocata dal fango. I grandi impianti FPV (Floating Photovoltaic) sono realtà consolidate in tutto il mondo: basti pensare a quello della diga di Hapcheon in Corea del Sud, integrato nel paesaggio con la sua forma a fior di prugno. L’Umbria non può permettersi di rifiutare la scienza. Thomas De Luca. La nota dell’assessore apre al dibattito sul fotovoltaico, in considerazione che troppi sono i ritardi accumulati; ad esempio, lo sviluppo dell’aeroporto di San Francesco, puo’ passarea anche su un progetto di fotovoltaico piu’ ampio dell’attuale (sedime e spazi liberi – ndr-) come avvenuto per l’aeroporto di Fiumicino. All’aeroporto di Roma-Fiumicino infatti è attiva la Solar Farm, il più grande impianto fotovoltaico in autoconsumo in uno scalo aeroportuale europeo. Inaugurato a gennaio 2025 da Aeroporti di Roma, l’impianto copre il fabbisogno energetico delle attività dello scalo riducendo le emissioni e favorendo l’ambiente. Meditate….abstract fonte com