Sanità pubblica, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti

 

(CIS) – Perugia/Roma, set. –  “Al governo chiediamo di stanziare almeno 6 miliardi in più per il Servizio sanitario nazionale, perché senza risorse adeguate è a rischio la tenuta del sistema”. È la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, insieme agli altri governatori, a rilanciare, secondo quanto prospettato ieri in Commissione Salute e alla Conferenza delle Regioni, la richiesta al Governo di assicurare nella prossima legge di bilancio almeno 6 miliardi di euro all’anno aggiuntivi per la sanità pubblica.  La richiesta si inserisce nel confronto avviato dalle Regioni in vista della manovra 2027. Per Proietti “non è una richiesta di parte, ma una condizione necessaria – si legge in una nota – per garantire i Livelli essenziali di assistenza, sostenere il personale, ridurre in modo strutturale le liste di attesa e assicurare cure di qualità alle cittadine e ai cittadini, ovunque vivano.  “La cifra assoluta di circa 143 miliardi stanziata per il Fondo sanitario nazionale non basta più a sostenere le spese attuali – sottolinea – per garantire la salute dei cittadini. Le risorse oggi previste vengono erose dall’inflazione, dall’aumento dei costi dell’energia, dalle ingenti spese necessarie per i farmaci innovativi e dalle esigenze sempre più rilevanti legate all’invecchiamento della popolazione. Senza un incremento strutturale, il rischio concreto è quello di mettere in difficoltà la tenuta stessa del Servizio sanitario nazionale”. La presidente dell’Umbria, inoltre, ha posto già nel corso delle riunioni svoltesi ieri, l’esigenza di correggere i criteri di riparto che rischiano di penalizzare i territori con caratteristiche peculiari, come l’Umbria: una regione con popolazione distribuita in numerosi comuni, aree interne e zone montane, dove garantire servizi sanitari di prossimità comporta costi organizzativi maggiori. “Non può esistere – ha detto la presidente Proietti – un diritto alla salute differenziato in base alla densità abitativa o alla distanza dai grandi centri urbani. Le regioni con maggiore dispersione territoriale (numero esiguo di abitanti residenti in aree vaste), montane e caratterizzate da aree interne hanno bisogno di criteri di finanziamento capaci di riconoscere i costi reali della presa in carico delle persone e dell’organizzazione dei servizi più impegnativi che richiedono ad esempio il ricorso maggiore all’elisoccorso e all’assistenza domiciliare, che richiede quindi un maggior numero di personale sanitario”. Abstract fonte com

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