(CIS) – Roma, feb.- Cambia lo scenario normativo comunitario in relazione agli aiuti di Stato ad aeroporti e compagnie aeree. La Commissione Ue, dopo due anni di lavori, ha infatti adottato le nuove linee guida in materia di sussidi statali per l’industria del trasporto aereo, con l’obiettivo ”di garantire migliori collegamenti tra le regioni e la mobilita’ dei cittadini europei, riducendo al minimo le distorsioni della concorrenza nel mercato unico”. segue
“Le nuove linee guida definiscono i termini massimi di aiuto ammissibili, a seconda delle dimensioni dell’aeroporto, puntando a ”garantire il giusto mix tra investimenti pubblici e privati”. Le possibilita’ di concessione di aiuti sono quindi piu’ elevate per gli aeroporti piu’ piccoli che per quelli piu’ grandi. Nel dettaglio sara’ consentito un ”aiuto operativo” per gli aeroporti regionali (con meno di 3 milioni di passeggeri l’anno) per un periodo transitorio di 10 anni, per permettere l’adeguamento del loro modello di business. Per ricevere gli aiuti, gli aeroporti devono comunque elaborare un ”business plan” teso alla ”piena copertura dei costi operativi alla fine del periodo transitorio”. Per gli aeroporti con un traffico passeggeri annuo inferiore a 700.000 unita’, considerate le ”maggiori difficolta’ nel raggiungere la piena copertura dei costi durante il periodo transitorio”, si prevede un regime speciale con la possibilita’ di aiuti maggiori e rivalutazione della situazione dopo 5 anni. Sul fronte dei vettori, sono previsti ”aiuti di avviamento per lanciare una nuova rotta aerea” purche’ rimangano ”limitati nel tempo”. Le condizioni di compatibilita’ per gli aiuti di avviamento alle compagnie aeree, evidenzia la Commissione, ”sono state semplificate e adattate ai recenti sviluppi del mercato”. Il dato di partenza e’ la constatazione che dal 2012, quando per la prima volta le compagnie aeree low cost (44,8%) hanno superato la quota di mercato dei vettori aerei tradizionali (42,4%) si e’ dimostrato definitivamente che questo modello di business del trasporto aereo ”e’ intrinsecamente legato” a quello degli aeroporti regionali di piccole dimensioni, non congestionati e che dunque consentono tempi operativi piu’ rapidi. Aeroporti che sono pero’ ”prevalentemente di proprieta’ pubblica e sovvenzionati regolarmente dall autorita’ pubbliche”. Tutto cio’ mentre ”alcune regioni sono ancora ostacolate dalla scarsa accessibilita’ e i principali hub si trovano ad affrontare crescenti livelli di congestione”, in presenza comunque di un’eccessiva densita’ di scali regionali in alcune aree che ha portato alla sostanziale ”over capacity” delle infrastrutture aeroportuali rispetto alle esigenze della domanda dei passeggeri e delle compagnie aeree. ”Le nuove linee guida sono un ingrediente fondamentale per un’industria aeronautica europea di successo e competitiva – ha affermato Joaquin Almunia, vicepresidente della Commissione e responsabile della politica di concorrenza dell’esecutivo Ue -. Il fine e’ garantire una concorrenza leale a prescindere dal modello di business di compagnie aere.