Su internet 23% dei diciottenni passa da 5 a 10 ore: e’ giusto ?

(CIS) – Todi, mar.- Il 23% degli under 18 in Italia passa tra le 5 e le oltre 10 ore su Internet (+4% rispetto al 2013), che l’8% è connesso 24 ore su 24 e che il 44% non ha bisogno di una postazione fissa ma si connette da dispositivi mobili come gli smartphone, posseduti dall’85% di under 18. Tutto – precisa una nota he si rifa ad una ricerca – molto spesso, senza la supervisione di un adulto e la consapevolezza degli strumenti usati. I learning meeting che Stati Generali dell’Innovazione e Wister stanno promuovendo con successo e su diverse tematiche tecnologiche in tutta Italia (Roma, Napoli, Torino, Milano, Potenza, Bari) sono accomunati dal messaggio che la Rete rappresenta una grande opportunità di lavoro, comunicazione e condivisione, dalla quale nessuno può rimanere escluso ma che deve essere utilizzata con la giusta consapevolezza. segue

 

Il 60% dei ragazzi in Italia è online tutti i giorni (o quasi) con una durata di connessione media di 2-3 ore al giorno. Di questi il 57% (età compresa tra i 9 e 16 anni) ha attivo un profilo di social networking, ma la conoscenza e l”uso di accorgimenti tecnici per le impostazioni di sicurezza e privacy è relativamente basso: solo il 21% dei genitori predispone filtri e blocco ai siti e di questi solo il 15% tiene traccia della cronologia dei siti web visitati. Secondo le ricerche, particolarmente esposte si sentono le ragazze, che alla domanda se c’è connessione tra alcuni recenti tragici fatti di cronaca e le molestie in Rete, rispondono molto (33%) o abbastanza (48%). I social network rappresentano la modalità d’attacco preferita dal cyber bullo (61%), che di solito colpisce la vittima attraverso la diffusione di foto e immagini denigratorie (59%) o tramite la creazione di gruppi “contro” (57%). C’è poi il fenomeno del “furto” di mail e messaggi privati resi poi pubblici (48%), l’invio di sms, mms e e-mail aggressivi e minacciosi (52% che sale al 61% nel caso di femmine preadolescenti) e la diffusione di notizie false sulla vittima (58%). L’incontro-studio di Todi del 22 marzo, mettera’ in evidenza i necessaria correttivi, grazie a genitori, scuola e addetti alla comunicazione 

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