(CIS) – Perugia ott. – Tra luglio e settembre 826 iscrizioni e 717 cessazioni: tasso di crescita dello 0,12%, il più lento d’Italia, contro lo 0,32% della media nazionale. Toscana e Marche crescono più dell’Umbria, ma restano anch’esse sotto la media nazionale; Perugia si ferma a +0,10%, Terni a +0,19%. In dodici mesi le imprese registrate diminuiscono dell’1,27% e le attive dell’1,33%. Le società di capitali salgono al 29,68% del totale ma il divario con l’Italia si allarga, anche se di poco. Sono questi i dati di Movimprese, l’indagine di Unioncamere e InfoCamere sui registri camerali. Il Presidente della Camera di Commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni ha cosi’ commentato: “Le 109 imprese di saldo positivo nel trimestre sono un dato incoraggiante, ma non cancellano la crescita più lenta rispetto al resto d’Italia né la diminuzione registrata nell’arco di un anno, anche tra le imprese effettivamente attive. Dobbiamo però evitare di giudicare la forza della nostra economia soltanto dal numero delle aziende: contano le dimensioni, gli occupati, gli investimenti e la capacità di creare valore. La crescita delle società di capitali indica un’evoluzione importante del sistema imprenditoriale umbro, anche se il divario con la media nazionale non si restringe. Merita attenzione la contrazione continua dell’artigianato, una componente essenziale della nostra economia. La sfida è duplice: favorire la nascita di nuove imprese e creare condizioni che consentano a quelle esistenti di rafforzarsi, innovare e competere. Perché non conta soltanto quante imprese abbiamo, ma anche quanto riescono a crescere e quale contributo danno allo sviluppo e all’occupazione della regione”. Abstract fonte com