Riflessioni su turismo in Umbria

riceviamo e pubblichiamo – La presente mail vuole essere uno spaccato reale, sebbene grottesco, sulla situazione del turismo in Umbria.. Fatti realmente accaduti, personaggi realmente esistiti, situazioni che nel quotidiano e dal punto di vista di un soggetto che nel turismo ci lavora da anni, denotano la nostra propensione al turismo. Ma è mai possibile che.. si debba sentire proclami di finti analisti, consorzianti, esperti di marketing, docenti universitari, politologi, amministratori pubblici con deleghe al turismo e allo sviluppo, ecc. che si sbracciano definendo i BRICKS (Brasile, Russia, India, Cina, Korea, Sudafrica) come i mercati emergenti, i nuovi ricchi, i portatori di nuove ricchezze, i mercati verso i quali rivolgere le nostre attenzioni, verso i quali investire e poi …………

Passeggiamo con un gruppo di turisti Russi in un ridente borgo umbro, uno di quelli da cartolina, uno di quelli per cui i turisti rimangono estasiati in sindrome Stendhaliana.. Troviamo tutto chiuso -capisco, è un martedì, martedì 02/10/2012 per la cronaca, anche se vai a spiegarlo ai turisti -, una delle poche botteghe aperte è una gastronomia, di quelle immaginate con i Cojoni di Mulo e le Palle del Nonno appese fuori. Spiegati cosa siano tali trofei di caccia entriamo per fare assaggiare qualcosa agli incuriositi turisti. Premetto che i turisti in genere, ma i russi in particolare, oltre ad apprezzare come pochi la nostra gastronomia, tendono a spendere centinaia di euro nei negozi – non è mitologia, posso testimoniare di strisciate di carte di credito da € 600 a persona tra vino e salumi!!! – .. Premetto che non c’è abitudine nel passare “dietro” a prendere poi soldi sottobanco dai negozianti. Si cerca di lavorare in maniera seria per e con il territorio, senza vizi e pregiudizi.. Ora, non è che ci si aspettasse drappo rosso al’ingresso e ancelle festanti con lancio di fiori, ma un cordiale sorriso… NIENTE!! Dobbiamo chiedere di poter far assaggiare qualcosa ai turisti (si fermano in città per un paio di giorni, qualcosa riportano sicuro, ormai è sperimentato): 10 PERSONE… 1 SALSICCIA!!! U-N-A- S-A-L-S-I-C-C-I-A!!! Non so quanti di Voi abbiano mai mangiato o meglio degustato UNA SALSICCIA IN 10, ma Vi assicuro che si riesce a stento a percepirne il sapore… Ancor più clamoroso l’epilogo quando chiediamo: “Quanto devo?” Il gesto lo si deve sempre, così mi è stato insegnato.. E in tutta franchezza: ” 90 centesimi!!” la risposta del negoziante 90 CENTESIMI… Mi ha pure dato il resto!!!! Aggiungo anche che – questo gli fa onore – mi ha fatto lo scontrino senza che dovessi chiederglielo!!! Lo metterò in nota spese… MORALE: prima di guardare così avanti, NEL FUTURO del turismo, credo che sarebbe opportuno GUARDARSI IN FACCIA, NEL PRESENTE!! Ne abbiamo proprio bisogno. COROLLARIO: La mentalità piccola porta affari piccoli. Riporto i fatti così come accaduti. Non faccio nomi nè indico luoghi precisi con la convinzione che la stessa situazione potrebbe accadere altrove in Umbria. Credo nella mia regione, per questo continuo a lavorare e ad investire nel quotidiano. Sono consapevole che i fatti riportati non rappresentino la regola, che ci siano centinaia di negozianti “illuminati”. Racconto con fedeltà il paradosso perchè in ognuno di noi si accenda una luce e non perchè la stessa si spenga per sempre. Per questo mi firmo

Fedro

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