(AGI) – Washington, 2 set. – La Marina Militare americana ha dato ordine alla portaerei a propulsione nucleare ‘Uss Nimitz’ e alla sua squadra navale, comprendente quattro cacciatorperdiniere e un incrociatore, di fare rotta dall’Oceano Indiano verso ovest, attraversando il Mare Arabico in direzione del Mar Rosso: lo hanno riferito fonti riservate del Pentagono.
Secondo le stesse per il momento non e’ previsto che sia loro ordinato di raggiungere il Mediterraneo orientale, in vista dell’annunciato intervento militare contro il regime siriano, ma e’ stato comunque deciso di far avvicinare il gruppo al teatro operativo qualora fosse “necessario” farvi ricorso. “Cerchiamo di ridurre tempo e spazio in modo da poter essere pronti in caso di bisogno”, hanno spiegato le fonti. Al largo della costa della Siria gia’ incrociano altri cinque cacciatorperdiniere Usa armati di missili da crociera, da utilizzare per l’attacco. Di recente vi e’ stato fatto aggiungere anche un mezzo anfibio. LA RUSSIA: LE PROVE USA SU ARMI CHIMICHE NON CONVINCONO= Le prove fornite dagli Stati Uniti sull’uso di armi chimiche da parte del regime di Damasco non convincono per niente la Russia: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri di Mosca, Serghei Lavrov. “Quello che ci hanno mostrato in precedenza e piu’ di recente i nostri partner americani, come pure quelli britannici e francesi, non ci convince assolutamente”, ha tagliato corto il capo della diplomazia russa.
“Ci hanno mostrato alcuni materiali che non contengono nulla di specifico, e che non ci convincono”, ha ribadito Lavrov parlando davanti agli studenti dell’Universita’ moscovita ‘Mgimo’.
“Non ci sono ne’ mappe geografiche ne’ nomi ne’ alcuna prova che che i campioni siano stati prelevati da professionisti”, ha proseguito il ministro, “e neppure contenevano alcun commento sul fatto che molti esperti hanno messo in forte dubbio i video che girano su Internet”. Il ministro degli Esteri russo ha poi definito “molto strane” le dichiarazioni del segretario di Stato americano, John Kerry, secondo il quale Washington ha presentato prove inconfutabili sull’uso di armi chimiche da parte del regime in Siria, che pero’ la Russia ha ignorato. “E’ molto strano sentire dal mio caro amico, il segretario Kerry, che la parte americana ha fornito alla Russia dati inconfutabili sul fatto che il regime siriano ha usato armi chimiche, ma che i russi hanno deliberatamente rifiutato di riconoscere questo fatto”, ha osservato Lavrov parlando davanti agli studenti dell’Universita’ ‘Mgimo’ di Mosca.
Il capo della diplomazia del Cremlino ha poi ricordato come la Russia, su richiesta di Damasco, abbia condotto una sua indagine circa il presunto ricorso ad armi chimiche in marzo a Khan al-Assal, presso Aleppo, e abbia quindi fornito una relazione al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. “Su questo documento, ha denunciato il ministro, “non abbiamo ricevuto risposte ne’ dagli Stati Uniti ne’ dai britannici, ne’ dai francesi ne’ da chiunque altro”. Russia e Cina, comunque, concordano nel ritenere che la crisi siriana debba essere risolta “esclusivamente” attraverso negoziati: lo ha ribadito Lavrov puntualizzato che sia Mosca sia Pechino sono “contrarie al tentativo di un ritorno al linguaggio degli ultimatum e al rifiuto delle trattative”. I due Paesi, a detta del capo della diplomazia del Cremlino, difendono “soluzioni esclusivamente negoziali” anche per altri dossier sensibili dell’agenda internazionale, come il programma nucleare iraniano e quello nordcoreano. IL REGIME SFIDA OBAMA: REAGIREMO ALL’ATTACCO La determinazione della Siria a fronte del possibile intervento militare “ha sventato l’aggressione” e Barack Obama “e’ ormai diventato oggetto di sarcasmo da parte di tutti”, a prescindere se il suo sia stato “solo un rinvio o un dietrofront”: lo ha affermato il vicepremier siriano, Qadri Jamil, all’indomani dell’annuncio del presidente americano che attendera’ il via libera del Congresso Usa prima di ordinare un attacco. Jamil ha ribadito che Damasco “continua ad avere grande fiducia nei suoi alleati” e ha avvertito che la risposta a un eventuale attacco potrebbe colpire “ovunque”. La Siria “e’ in grado di far fronte a qualsiasi aggressione esterna”, ha affermato invece il presidente Bashar al Assad secondo quanto riportano le tv nazionali siriane. “La minaccia americana – ha detto Assad – non scoraggera’ la Siria dal perseguire i suoi principi o la sua lotta contro quel terrorismo sostenuto da numerosi paesi occidentali, primi di tutti gli Stati Uniti di America”.
Il presidente siriano Bashar al Assad “si unisce alla lista di Adolf Hitler e di Saddam Hussein”: lo ha affermato il segretario di Stato John Kerry nelle interviste alla Cnn e alla Nbc spiegando che, nell’uccidere la propria gente con le armi chimiche “il caso e’ lo stesso”. Gli Stati Uniti hanno le prove dell’uso di gas sarin nelle armi chimiche dell’atacco del 21 agosto, ha spiegato il segretario di Stato spiegando che i test sono risultati positivi. Kerry ha fatto riferimento a nuove prove di laboratorio, consegnate nelle ultime 24 ore, effettuate su capelli e sangue delle vittime che sono risultati positivi al gas sarin. “Ogni giorno che passa – ha aggiunto Kerry – questo caso diventa piu’ impressionante”. Kerry ha parlato alla trasmissione di Cnn “State of the Unione” e a “Meet the Press” di Nbc. “Non credo che i miei ex colleghi del Senato e della Camera . Ha aggiunto Kerry – gireranno le spalle ai nostri interessi, alla credibilita’ del nostro paese e alla proibizione delle armi chimiche”. Kerry, si e’ detto inoltre fiducioso che il Congresso “fara’ la cosa giusta” nel suo voto sull’eventuale intervento miitare in Siria. IL RINVIO DELL’ATTACCO RINFORZA LE BORSE Apertura in forte rialzo per le borse europee dopo la decisione degli Usa di attendere il via libera del Congresso all’attacco in Siria. Londra guadagna l’1,11%, Parigi l’1,28%, Francoforte l’1,41%, Milano + 0,74%, Madrid +1,8%. Bene Tokyo che ha chiuso a +1,37%. (AGI) .