(CIS) – Perugia feb. – Il Movimento cinque Stelle di Perugia con il consigliere-capogruppo Rosetti in una nota fa una “fotografia” della situazione degli alloggi di proprieta’ comunale, dati in affitto alle associazioni, che sono morose, almeno per larga parte. Il non pagamento dei canoni, “riguardano più di un terzo delle associazioni assegnatarie delle sedi, per una somma complessiva, dovuta al Comune, di quasi 75 mila euro. Peraltro, in molti casi, in particolare per le morosità più consistenti, le diffide del Comune di Perugia, sono partite solamente a seguito del nostro accesso atti (risalente al 13 gennaio 2016), in cui chiedevamo – ribadiscono i M5S – , tra le altre cose, di conoscere la situazione della morosità. Diffide partite il 15 o 16 febbraio 2016, a ridosso del riscontro dell’accesso atti. E ciò che stupisce ulteriormente è che, in taluni casi, le morosità sui canoni definiti dai contratti di comodato si sono accumulate in anni di mancati pagamenti, dagli otto di un’associazione ubicata in Via Podiani, 11, che fruisce di uno spazio di 190 metri quadri, per un canone annuo di circa 1.378 euro, e che ha una morosità di ben 8.978 euro, ai tre anni di un’altra associazione di volontario sita in Via Vico, che fruisce di uno spazio di 140 metri quadri, al costo di circa 3.100 euro annui. A queste, si aggiunge un’associazione di Balanzano, assegnataria, dal 2014, di uno spazio, la quale non ha proprio mai pagato. segue
Ma non finisce qui, le associazioni maggiormente morose – spiega una nota del M5S comunale – risultano quelle con i bilanci più floridi e con altrettanto floridi conti correnti. Si va da un totale ricavi di 541 mila euro e conti correnti per oltre 17 mila euro, a ricavi per oltre 35 mila euro e disponibilità liquide per oltre 21 mila euro. I dati sono riferiti al 2013, non avendo il Comune aggiornato al 2014, né tanto meno al 2015, la situazione. E pensare che tra i morosi figura un’associazione che ha goduto in questi ultimi 15 anni (1999-2015) di contributi per servizi resi, a vario titolo, all’Amministrazione, per oltre 3 milioni e duecento mila euro. Peraltro, stante che l’agevolazione relativa al canone praticato alle associazioni ha un senso sulla base dell’attività concretamente svolta e dell’utilità dei servizi offerti dalle associazioni, il Comune di Perugia, in questi anni, non ha ritenuto neppure di acquisire la relazione sull’attività svolta dalle associazioni assegnatarie, salvo rare eccezioni. Si continua, pertanto, a violare, bellamente, il Regolamento del 1996, il quale dispone, giustamente, che ogni anno le associazioni, entro il mese di marzo, presentino la dichiarazione aggiornata del numero dei soci (mancante per tutte le associazioni), il rendiconto approvato e il bilancio preventivo, la relazione dettagliata delle attività svolte e di quelle programmate ed eventuali modificazioni dello Statuto, oltre la dichiarazione di non disporre di altri spazi idonei. Entro il mese del maggio successivo, la Commissione tecnica, composta dai dirigenti dei diversi settori, dovrebbe riunirsi per verificare la permanenza dei requisiti dell’assegnazione, in base alla documentazione prodotta. Ciò non è mai avvenuto con la precedente Amministrazione, né con la Giunta Romizi. Inoltre, il Regolamento prevedeva l’istituzione del Forum delle Associazioni, ovviamente, mai costituito. Dal 2013 al 2016, quarantuno circa sono le associazioni che hanno fatto richiesta di una sede e alle quali non è stato dato riscontro o è stato dato riscontro negativo. Ci chiediamo il perché di una politica che ha voluto accogliere alcune associazioni ed escluderne altre, visto che il Regolamento prevede che non possa essere assegnato più di uno spazio ad associazione – altra norma che risulta, peraltro, essere stata violata – finché non risultino soddisfatte tutte le richieste. E ci chiediamo il perché dell’assenza totale, persistente di una politica per l’associazionismo, tutto, e con l’associazionismo, tutto. Ma la domanda suonerà a molti retorica”. fonte com