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(CIS) – Perugia ott. – Si è svolta oggi, presso la Sala del Dottorato di Palazzo Murena, la conferenza stampa per la sottoscrizione del Protocollo d’intesa tra l’Università degli Studi di Perugia e il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale per l’Umbria, finalizzato alla prevenzione e al contrasto dei crimini informatici e alla tutela dei sistemi informativi e delle infrastrutture tecnologiche dell’Ateneo. A siglare l’accordo sono stati il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Prof. Massimiliano Marianelli, e il Dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale per l’Umbria, Dott. Francesco Verduci, alla presenza del Questore della Provincia di Perugia, Dott. Dario Sallustio. Presente anche il Prof. Livio Fanò, Delegato rettorale per Intelligenza Artificiale e le Infrastrutture di Ricerca e Tecnologiche. Il Protocollo – si legge in una nota – prevede una collaborazione volta alla condivisione e all’analisi di informazioni utili a prevenire e contrastare eventuali attacchi o danneggiamenti informatici, alla segnalazione di emergenze relative a vulnerabilità dei sistemi e allo sviluppo di attività di comunicazione per fronteggiare situazioni di emergenza. La tutela dei dati sensibili e la salvaguardia della continuità nell’erogazione dei servizi costituiscono gli obiettivi principali dell’accordo. “Il Protocollo che sottoscriviamo oggi non è un atto amministrativo, ma un atto di responsabilità: verso la nostra comunità, verso il territorio di cui l’Università è parte viva, verso il futuro che stiamo costruendo insieme” – ha sottolineato il Prof. Massimiliano Marianelli, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia -. “La sicurezza digitale non si misura soltanto in termini tecnici. È una condizione di fiducia — quella fiducia che ogni giorno studentesse e studenti, ricercatrici e ricercatori, docenti e personale tutto ripongono in un’istituzione chiamata a custodire non solo dati, ma relazioni, sapere, memoria. L’Università è, prima di ogni altra cosa, una comunità di persone: tutelarne le infrastrutture significa proteggere lo spazio in cui questa comunità può pensare, cercare, crescere in libertà e sicurezza. Investire nella cybersecurity, per un Ateneo, non è dunque un costo da sostenere, ma un dovere verso il bene comune che siamo chiamati a custodire.