(CIS) – Perugia ott. – Una donna occupata ogni due, o poco più. Ed è un ottimo risultato, visti i livelli da cui si era partiti. Ma la distanza dagli uomini resta ampia. Nel secondo trimestre 2026 il tasso di occupazione femminile fra i 15 e i 64 anni ha raggiunto il 54,8%, contro il 71,9% maschile: 17,1 punti di differenza. In Umbria, nel 2025, il tasso di occupazione femminile era al 63%. Progressi che convivono con un potenziale ancora inutilizzato. Se ne è discusso a Perugia, alla Camera di Commercio dell’Umbria, nell’incontro “L’Italia in chiave di genere – Lavoro, impresa e partecipazione femminile per la crescita del Paese”. Il convegno “L’Italia in chiave di genere” ha riunito alla Camera di Commercio dell’Umbria istituzioni, professioni e imprese per fare il punto sui risultati delle politiche di parità. Lo si legge in una nota stampa della CCIAA. Promosso dalla Consigliera nazionale Filomena D’Antini con la Consigliera regionale Rosita Garzi, che ha introdotto e condotto i lavori. D’Antini ha richiamato i risultati della certificazione di genere, dei congedi parentali e degli incentivi all’occupazione femminile. Il presidente Mencaroni ha sottolineato il ruolo dell’educazione; l’assessora Meloni ha collegato collega lavoro, autonomia economica e futuro delle giovani umbre. Il reddito annuo medio da lavoro delle donne in Umbria è di 20.721 euro, contro 27.141 euro per gli uomini. Piandoro ha presentato i dati sulle 19.399 imprese femminili umbre, il 25,2% del totale. Sciamannini ha valorizzato l’impegno del Comitato per l’imprenditoria femminile. Aboca, Tarkett e Sintagma hanno portato le esperienze delle aziende certificate. Filomena D’Antini ha indicato nella certificazione della parità di genere uno degli strumenti che stanno incidendo sull’organizzazione aziendale. “Ha stimolato fortemente l’inclusione lavorativa delle donne, soprattutto dal punto di vista degli strumenti di conciliazione vita-lavoro”, ha detto riferendosi alla Uni/PdR 125:2022, la prassi di riferimento sulla parità di genere dell’Ente italiano di normazione. Abstract fonte com SEGUITO