“Insieme a Slow Food faremo diventare Fior di Cacio una manifestazione nazionale”. A Torino così il Segretario Generale CCIAA Sisti

(CIS) – Perugia/Torino set. – A Terra Madre Salone del Gusto 2026 l’Ente camerale rilancia il progetto per portare ‘Fior di Cacio’ la rassegna di Vallo di Nera, su scala nazionale. L’iniziativa si inserisce nel lavoro per rafforzare economia, occupazione e attrattività delle aree montane umbre e della Valnerina. Intanto sono aperte le iscrizioni alla quinta edizione de “L’Umbria dei Formaggi”, con la nuova Menzione Slow Food. A Vallo di Nera Fior di Cacio è arrivata quest’anno alla ventiduesima edizione. Ora la manifestazione dedicata alla cultura pastorale e casearia della Valnerina – spiega una nota – prepara quindi un salto di scala: la Camera di Commercio dell’Umbria e Slow Food stanno lavorando perché l’appuntamento assuma una dimensione nazionale. A dare l’annuncio è stato Federico Sisti, Segretario Generale della Camera di Commercio dell’Umbria, intervenendo a Torino a Terra Madre Salone del Gusto 2026 (in centro citta’) che si concludera’ domani. La Camera è presente nello spazio umbro dedicato alle produzioni regionali, dove i formaggi hanno un ruolo significativo. È una vetrina che mette insieme promozione e lavoro di filiera: non soltanto raccontare prodotti e territori, ma costruire occasioni nelle quali produttori, associazioni e istituzioni possano confrontarsi con un pubblico più largo. È dentro questa cornice che Fior di Cacio, nata e cresciuta a Vallo di Nera, viene indicata come uno dei progetti sui quali concentrare il lavoro. Il borgo della Valnerina, riconosciuto dall’Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi) come unica “Città del Formaggio” dell’Umbria, ospita una manifestazione che da ventidue edizioni porta in piazza produzioni casearie, cultura pastorale, degustazioni e incontri. “La Camera di Commercio dell’Umbria, in collaborazione con le altre istituzioni, è fortemente impegnata – ha detto Sisti – per il rilancio delle zone montane dell’Umbria, affinché rappresentino un’occasione per vivere e lavorare anche per i giovani. Far diventare Fior di Cacio una manifestazione nazionale è all’interno di questo progetto di rilancio e rivitalizzazione, tanto più necessario dopo il colpo del terremoto del 2016 in Valnerina. Abstract fonte com

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