Aeroporto Umbria: la guerra e costo carburante, crea problemi alle compagnie: Ryanair -15%

(CIS) – Roma/Perugia nov. – Il conflitto in Medio Oriente, cosi’ “l’operazione speciale” da parte della Russia in Ucraina di 4 anni fa, dove la diplomazia non è riuscita, nonostante gli sforzi, a raggiungere l’obiettivo della Pace nei vari conflitti, sottopone a turbolenze i conti delle compagnie aeree, con calo di utili che potrebbero ripercuotersi in particolare sugli aeroporti minori del nostro Paese. A dire il vero, tale situazione si ripercuote sui cittadini con aumento dei costi della vita e problematiche varie. Ieri la notizia dell’impegno delle istituzioni (12 mln euro di investimenti fino al 2030 nell’aeroporto umbro) e del management, con una organizzazione diversa dello scalo internazionale san Francesco, ma anche notizie dalla capitale sui conti di Ryanair che sono in flessione del 15%. La compagnia irlandese, un vettore che trasporta annualmente circa 130milioni di passeggeri con voli internazionali e interni, nei primi mesi del 2026-2027 ha visto utili in calo del 15%, con costi operativi che sono aumentati del 10%, circa 7,7 miliardi tra aprile e settembre come scritto da il Messaggero. Anche l’aeroporto dell’Umbria quindi potrebbe risentire in futuro, di questa situazione di difficoltà del comparto aereo, come sottolineato dallo stesso presidente Sase Andrea Ragnetti ieri durante l’incontro stampa dove e’ stato presentato anche il nuovo direttore generale, Giovanni Rebecchi (in foto): “il 2027 sarà un anno difficile: si aprirà in un contesto più complesso per il trasporto aereo e si preannuncia come un anno caratterizzato da una possibile contrazione generalizzata del traffico (qualche frequenza in meno, ma rotte confermate – ndr-). L’obiettivo è consolidare la nuova dimensione raggiunta dallo scalo e, allo stesso tempo, mantenere aperta la possibilità di cogliere nuove opportunità di sviluppo”. Intanto c’e’ attesa per lunedi’ prossimo 9 novembre, quando Ryanair che ha confermato tutte le rotte dallo scalo umbro, annuncerà il suo operativo per la stagione 2026/’27, sicuramente con qualche riduzione di frequenza. Stessa cosa potrebbero fare altre compagnie operanti nell’aeroporto umbro, sempre a causa dell’aumento dei costi del carburante dopo il conflitto in medio Oriente. Secondo gli osservatori politici, anche le elezioni in America di medio-termine sono importanti per comprendere come andrà il futuro dell’economia mondiale: ieri è bastata la notizia che Khamenei ha aperto al dialogo con l’America, che il prezzo del petrolio e gas e’ sceso tra il 7-10%. Si comprende quindi che se si raggiungesse entro l’anno la pace nei conflitti, una stabilità generale con “aperture” anche in Israele (larghe intese dopo le elezioni…e fine del conflitto) l’economia mondiale tornerebbe a valori +, raffreddando le difficoltà di oggi. Il lavoro della diplomazia nei vari scenari, deve assolutamente continuare… abstract

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