(CIS) – Perugia /Roma, ott. – In dieci anni le imprese straniere crescono del 20,1%, mentre le altre diminuiscono del 9,3%. La loro quota sul totale regionale passa dall’8,56% all’11,03% e le società di capitali aumentano del 132,1%. Nei bilanci 2024 le società straniere umbre hanno meno addetti per azienda rispetto a Italia, Toscana e Marche, ma producono più valore aggiunto per lavoratore: 41.541 euro. Crescono anche gli addetti medi per società e si riduce il divario economico con l’Italia. Il 2024 segnala però una frenata della produzione e degli utili, mentre nel 2026 diminuisce il numero complessivo delle imprese straniere. È la fotografia tracciata dall’Ufficio Stampa e Comunicazione della Camera di Commercio dell’Umbria attraverso le banche dati StockView e AnBi di InfoCamere, nel quadro delle rilevazioni Unioncamere. “In dieci anni l’Umbria ha perso oltre 8mila imprese non straniere, mentre quelle straniere sono aumentate di oltre 1.600. È un cambiamento che non possiamo ignorare. Ancora più significativo è che le società di capitali straniere siano più che raddoppiate e che, pur avendo meno addetti per azienda, riescano a produrre più valore per lavoratore rispetto alla media italiana e alle regioni vicine. Ma gli ultimi bilanci ci dicono anche che crescere non basta: bisogna saper resistere quando il mercato rallenta. Servono quindi strumenti concreti per favorire l’accesso al credito, gli investimenti, la formazione e l’ingresso nelle filiere produttive locali. L’obiettivo non è avere soltanto più imprese, ma aziende più solide, capaci di assumere, innovare e restare sul mercato. Perché ogni impresa che si rafforza, indipendentemente dalla nazionalità di chi la guida, rende più forte l’economia dell’Umbria.” Le imprese straniere umbre stanno diventando adulte. Non perché siano diventate tutte grandi, ma perché in dieci anni è cresciuto molto il peso delle società di capitali, la forma giuridica utilizzata anche dalle aziende più strutturate. E c’è un risultato che sorprende: nel 2024 queste società, pur avendo in media meno addetti rispetto alle analoghe imprese di Italia, Toscana e Marche, hanno prodotto più ricchezza per ciascun lavoratore. Al 30 giugno 2026, in Umbria, le imprese straniere registrate sono 9.841 e contano 17.548 addetti. Rappresentano l’11,03% delle 89.186 imprese regionali: in pratica una su nove. Dieci anni prima, a giugno 2016, erano 8.195, l’8,56% del totale. Da allora sono aumentate del 20,1%, mentre tutte le imprese umbre insieme sono diminuite del 6,8%. Ancora più netto il confronto con quelle non straniere: sono scese da 87.520 a 79.345, perdendo 8.175 unità (−9,3%). Le imprese straniere, invece, ne hanno guadagnate 1.646. abstract fonte com